Domenica sera, alle 20:45 allo stadio Olimpico, la Roma affronterà la Juventus, nel match della 31esima giornata di Serie A. Ex della gara sarà Matias Soulé, che ha rilasciato un'intervista a La Stampa. L'attaccante giallorosso, visto l'infortunio di Paulo Dybala, dovrebbe avere maggiore spazio contro i bianconeri. Ecco le sue parole.
Cosa rappresenta Roma-Juve?
"Una partita speciale. Sono stato cinque anni alla Juve".
Alla Juve, dopo le giovanili, si è ritrovato alla Next Gen, fucina di tanti altri talenti.
"Un passaggio che mi ha aiutato molto. Giocando in Serie C sono molto migliorato fisicamente e tecnicamente".
Consiglierebbe di allestire una seconda squadra anche alla Roma?
"Certamente. Aiuterebbe tanti ragazzi. E soprattutto sarebbe anche qualcosa di buono per la società".
Alla Juventus avevi già incrociato Dybala ed ora se l'è ritrovato come compagno di squadra. Ci spiega il vostro legame?
"Giocare con lui era un sogno che avevo da piccolo. I miei idoli erano Paulo, Aguero e Tevez. Mi ha aiutato: abbiamo una bella amicizia, trascorriamo tanto tempo insieme".
Dopo il prestito al Frosinone, lo sbarco alla Roma. Cosa l'ha convinta a sposare il progetto dei Friedkin?
"Un giorno mi ha telefonato il mio procuratore dicendomi che mi voleva la Roma. Ho approfondito l'interesse, parlato con De Rossi e i proprietari e mi hanno convinto. Dalla prima chiamata della Roma avevo già capito che sarei venuto qui. Dopo qualche giorno di attesa, con qualche timore che potesse saltare, il trasferimento si è concluso per il meglio".
Come ha vissuto l'esonero di De Rossi?
"Sono stati momenti difficili, anche duri. Ma nel calcio può succedere di tutto e tu calciatore devi stare sempre concentrato e cercare di ragionare lucidamente con la tua testa".
Il suo rapporto con Ranieri?
"Ho provato subito a fare quello che mi diceva. Lui ha avuto ragione, mi chiedeva di toccare meno il pallone e provare lo stesso la giocata. Poi mi lascia la libertà, negli ultimi metri, di puntare l'avversario e vedere la porta. Mi ha aiutato tanto, lo ringrazio".
Cosa è cambiato nella Roma?
"L'aria che si respira. Il mister ha dato tranquillità e fiducia a tutti, anche ai nuovi. La sua grande esperienza ci è servita. Ora si vede che viviamo un momento positivo".
L'approdo in Champions League dipenderà da Roma-Juve?
"Mancano otto partite, otto finali. Ora Juve, poi Lazio e Verona: dobbiamo fare punti".
Se segna domenica, esulta?
"Non ci ho ancora pensato, vediamo. Normalmente, non esulto".
Se la Roma andasse in Champions e la Juve no, sarebbe una piccola vendetta?
"No, non ho vendette da prendermi e ora penso solo alla Roma".